La goccia nera è la mia stanza più intima. Qui le pareti hanno color carta da zucchero, la luce è quella del sole ma filtrata, le piante sono tutte esposte a sud e niente fa mai troppo rumore.

L’intonaco non è perfetto ma è presente tanto legno, ci sono colori e disegni ovunque,
un vecchio armadio pieno di tessuti, la macchina Singer di mia nonna…



LAIT NOIR è il mio “brand”, parola che negli anni ho deciso di abbandonare a favore di “pseudonimo”, perché oramai uso questa firma anche per i miei quadri, le cui protagoniste diventano poi accessori e orpelli dalle più svariate forme e dimensioni.



Con LAIT NOIR ho imparato tanto, a cucire per esempio. Ho imparato il valore delle piccole cose, ho imparato a voler bene alle mie mani, che sono per me preziose, ho imparato a essere più pragmatica (ma per questo c’è ancora molta strada da fare).


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